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La comunità di lingua arbëresh di Chieuti (56)

Il Carnevale, la festa di San Giorgio e altri canti

Chieuti è uno dei due paesi arbëreshë in provincia di Foggia (l’altro è Casalvecchio di Puglia). Furono fondati nel XV secolo dagli immigrati albanesi ben accolti dai sovrani aragonesi del Regno di Napoli, grazie ai rapporti fraterni che li legavano al valoroso capo della lega dei kapedan albanesi, Giorgio Castriota Skanderbeg. Fu l'invasione della Grecia da parte dei Turchi Ottomani nel XV secolo che costrinse molti Arbëreshë ad emigrare nelle isole sotto il controllo di Venezia e in Italia meridionale.       
I centri arbëreshë d’Italia, da allora, hanno conservato i costumi e la lingua arcaici e, in questo, hanno trovato un legame molto forte con il Kosovo, altra roccaforte dell’antica cultura albanese. Prima della conquista da parte dell'Impero ottomano tutti gli albanesi venivano chiamati Arbëreshë. Ma, a seguito dell'invasione turca, mentre gli albanesi che giunsero in Italia continuarono ad indicare se stessi col termine di Arbëreshë, quelli d'Albania assunsero il nome di Shqiptarëve.       
Nel 1978, nell’ambito del progetto per la costituzione dell’Archivio della Cultura di Base presso la Biblioteca Provinciale di Foggia, Giovanni Rinaldi e Paola Sobrero condussero a Chieuti una breve ma intensa ricerca sul campo. Probabilmente una delle prime specifiche realizzate su comunità alloglotte.     
I materiali sonori raccolti, evidenziarono elementi musicali monodici e polivocali, anche con accompagnamento strumentale, di tradizione orale e di riproposta. La raccolta presenta canti di tradizione arbëreshe e canti in lingua italiana relativi ai diversi momenti cerimoniali dell’anno (in particolare il carnevale con le sue rappresentazioni di teatro popolare di strada) e di narrazione. L’attenzione inoltre si focalizzò, oltre che sui materiali sonori musicali, anche sulla documentazione - tra storia orale e reportage - dei preparativi che, in occasione della festa di San Giorgio, impegnano tutta la piccola comunità albanofona nell'organizzazione di una competizione che è il culmine di un più complesso appuntamento rituale: la ‘carrese’ o corsa dei carri trainati da buoi. La documentazione sonora presenta anche il ‘paesaggio sonoro’ dell’intera festa, dai canti processionali alle esecuzioni della banda di Conversano (BA).    
Nella raccolta è documentato anche un importante evento per quegli anni: uno dei primi incontri politico-culturali tra i rappresentanti delle comunità albanesi in Italia (da Piana degli Albanesi in Calabria a Ururi nel Molise). Ospite dell’incontro il sindaco di Chieuti Giorgio Ruberto, ricercatore appassionato della storia e della cultura arbëreshë (purtroppo recentemente scomparso), protagonista anche, nelle registrazioni di Rinaldi e Sobrero, con il suo gruppo di musica popolare, che proprio dalle sue ricerche mosse i primi passi.

Registrazioni effettuate da Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero e Alberto Vasciaveo il 5 febbraio 1978 e il 22-23 aprile 1978.

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  • Descrizione

    La sua tesi di laurea, l'organizzazione di un gruppo di riproposta delle musiche tradizionali arbëreshë.

  • Durata 05:34
  • Data Domenica, 05 Febbraio 1978
  • Luogo Chieuti
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giorgio Ruberto (1939-2009), ricercatore e studioso di cultura arbëreshë, sindaco di Chieuti
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

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  • Descrizione

    L'attaccamento alle tradizioni a Chieuti, più radicato che in altre realtà. Utilità sociale e culturale dello studio delle tradizioni locali. L'ambiente comunitario di Chieuti, più spontaneo e aperto delle comunità vicine. Le lunghe prove con i bambini per la riproposta del carnevale tradizionale.

  • Durata 04:22
  • Data Domenica, 05 Febbraio 1978
  • Luogo Chieuti
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Luisa Ricatti (nata a Barletta) insegnante elementare a Chieuti
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Scuola elementare di Chieuti. Esecuzione del canto del carnevale tradizionale in lingua arbëreshë. Traduzione: Rina, Rina, dove sei andata, fiore/ Rit. Fiore, fiore, fiorellino, il cuore, oh, il cuore mi canta/ Madre mia, sono andata per acqua, fiore/ Rit./ Figlia mia, dov’è l’acqua, fiore/ Rit./ Madre mia, si ruppe il barile, fiore/ Rit./ Figlia mia, dov’è il bagnato, fiore/ Rit./ L’ha asciugato il sole, fiore/ Rit./ Figlia mia, dov’è il sole, fiore/ Rit./ Madre mia, l’ha preso la nuvola, fiore/ Rit./ Figlia mia, la nuvola dov’è, fiore/ Rit./ Madre mia, l’ha presa il monte, fiore/ Rit./ Che grazie hanno quei monti, fiore/ Rit./ Hanno le mele rosse, fiore/ Rit./ Come ha le guance la ragazza, fiore/ Rit./ Hanno olive nere, fiore/ Rit./ Come gli occhi della ragazza/ Rit.

  • Durata 03:45
  • Data Domenica, 05 Febbraio 1978
  • Luogo Chieuti
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Insegnanti e alunni della Scuola elementare di Chieuti
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Scuola elementare. Esecuzione di un canto in lingua arbëreshë per voci maschili.

  • Durata 01:38
  • Data Domenica, 05 Febbraio 1978
  • Luogo Chieuti
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Insegnanti e alunni della Scuola elementare di Chieuti
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Scuola elementare. Esecuzione di un canto in lingua arbëreshë per voci maschili. Traduzione libera:
    Era un giorno del mese di maggio/con molto sole e poco vento/ alzati gli occhi al cielo/ ho visto un nibbio che parlava arbëreshë/ mi guardava e i suoi occhi erano come quelli delle rondini della Madonna/ allora corsi giù nel cortile/ e ho visto un fiore che sembrava lì proprio per me/ ho allungato la mano e ho colto il fiore con gioia/ l'ho portato a mia madre/ Che fiore è questo?/ Questo è il fiore più adatto a me (trad. Giorgio Ruberto).

  • Durata 02:24
  • Data Domenica, 05 Febbraio 1978
  • Luogo Chieuti
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Insegnanti e alunni della Scuola elementare di Chieuti
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Aurelio Magnocavallo, Antonio Silvestris e Antonio Florio raccontano di quando si lavorava in masseria e quando divennero fittuari. La disonestà dilagante e l'inerzia del governo, che in quanto composto da borghesi e avvocati, non farà mai leggi contro i propri interessi. La gente nel passato era più umile, dedita solo al lavoro, ma c'era più fratellanza. Nel periodo di carnevale, nelle famiglie la domenica si ballava sempre, valzer, mazurke, polche e tarantelle. Le ragazze ballavano con le gonne lunghe. Chi rimaneva fuori dal ballo pagava pegno e veniva sporcato sul volto col nerofumo (diventava 'il carnevale') così come coloro che sbagliavano la risposta agli indovinelli. I giovani facevano delle 'carnevalate'. Una di queste rappresentazioni si intitolava "La barca". I protagonisti erano dei marinai e ognuno recitava una parte. Durante il carnevale si mangiava e si beveva più del solito. Ci si ubriacava facilmente perché non si era abituati a bere, in quanto si lavorava fuori nelle masserie per una o due settimane. A Carnevale si faceva anche un ballo, "Il ballo della sposa" (U ball da zumb zumbitt), era una tarantella.

  • Durata 21:54
  • Data Domenica, 05 Febbraio 1978
  • Luogo Chieuti
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Aurelio Magnocavallo (n. 1923) mezzadro maniscalco, Antonio Silvestris (n. 1909) coltivatore diretto, Giuseppe Buccino coltivatore diretto, Antonio Florio (n. 1906) agricoltore allevatore
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Nel Circolo coltivatori diretti Aurelio Magnocavallo canta il cosiddetto "ballo della sposa" che si eseguiva, alla maniera della tarantella garganica, durante le feste familiari di carnevale. Primi versi in dialetto, i successivi in lingua arbëreshë.

  • Durata 01:01
  • Data Domenica, 05 Febbraio 1978
  • Luogo Chieuti
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Aurelio Magnocavallo (n. 1923) mezzadro maniscalco: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Nel Circolo coltivatori diretti Aurelio Magnocavallo esegue un canto in lingua arbëreshë.

  • Durata 00:32
  • Data Domenica, 05 Febbraio 1978
  • Luogo Chieuti
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Aurelio Magnocavallo (n. 1923) mezzadro maniscalco: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Nel Circolo coltivatori diretti Aurelio Magnocavallo canta il canto tradizionale del carnevale a Chieuti. Traduzione:
    Rina, Rina, dove sei andata, fiore/ Rit. Fiore, fiore, fiorellino, il cuore, oh, il cuore mi canta/ Madre mia, sono andata per acqua, fiore/ Rit./ Figlia mia, dov’è l’acqua, fiore/ Rit./ Madre mia, si ruppe il barile, fiore/ Rit./ Figlia mia, dov’è il bagnato, fiore/ Rit./ L’ha asciugato il sole, fiore/ Rit./ Figlia mia, dov’è il sole, fiore/ Rit./ Madre mia, l’ha preso la nuvola, fiore/ Rit./ Figlia mia, la nuvola dov’è, fiore/ Rit./ Madre mia, l’ha presa il monte, fiore/ Rit./ Che grazie hanno quei monti, fiore/ Rit./ Hanno le mele rosse, fiore/ Rit./ Come ha le guance la ragazza, fiore/ Rit./ Hanno olive nere, fiore/ Rit./ Come gli occhi della ragazza/ Rit.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1976-78 brano 13)

  • Durata 02:23
  • Data Domenica, 05 Febbraio 1978
  • Luogo Chieuti
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Aurelio Magnocavallo (n. 1923) mezzadro maniscalco: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo