Pietra Montecorvino
La ricerca sul campo svolta nel Sub-Appennino Dauno testimonia come gli sciamboli (canti all’altalena) abbiano avuto una diffusione sul territorio abbastanza allargata per cui, partendo dall’epicentro di Volturino, si siano diffusi anche nei paesi limitrofi. E’ il caso di Pietramontecorvino dove le testimonianze raccolte documentano un repertorio molto simile a Volturino, eseguito in maniera antifonale da due persone delle quali una intonava il verso e l’altra rispondeva con una specie di ritornello nonsense Te-ma na-ne. Tuttavia non è stato possibile documentare tale pratica poiché durante le registrazioni canta una sola voce femminile.
Le fonti orali raccolte testimoniano contesti e occasioni calendariali simili agli altri paesi, un repertorio di festa molto diffuso vari decenni fa ed eseguito soprattutto nei mesi invernali, a partire dai primi giorni di gennaio sino a tutto febbraio, mesi in cui le famiglie erano solite macellare il maiale ma soprattutto periodo nel quale esplode il carnevale. Come emerge dalla ricerca, spesso questi canti, di argomento a volte licenzioso e di dispetto, altre volte di corteggiamento, venivanoassociati all’uccisione del maiale. Infatti il gancio a cui si appendeva il maiale costituiva poi, una volta asciugato l’animale, uno dei preferiti perni a cui legare le funi dell’altalena.
- 01 Intervista
- 02 So stat alla muntàgn de Maielle
- 03 Maria De Luca
- 04 Quant te voje bène nìnne mije
- 05 Maria De Luca e Pierluigi Vannella
- 06 Occhie nìr e campanìll d'òre
- 07 Iàm a chi n' t'ama lascia
- 08 Ninne ca quest è l'utima canzon'
- 09 Cha fatt ninne mije ca staje ncagnète
- 10 Preparazione del maiale
- 11 So stàt alla muntagne da Maiella
- 12 Belle uagliòn ca si ncialàmpechèt
- 13 Canto di carnevale
- 14 Intervista
- 15 Intervista
- 16 Intervista
- 17 Tìnc tìnc a campanella
- 18 Indovinelli

