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Archivio Sonoro

Archivio Sonoro della Campania

06 La canzone di Zeza

  • Genere: Audio
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  • Descrizione:

    La Canzone di Zeza è un contrasto drammatico carnevalesco, interamente cantato, che tuttora è rappresentato ritualmente in diversi luoghi dell’Irpinia. Ma era a Bellizzi – fino a qualche anno orsono – che la manifestazione presentava carattere di maggiore identità, risultando stilisticamente incontaminata e fedele alla tradizione. L’azione si svolge fra cinque personaggi così denominati: Pulcinella (padre e marito), Zeza (sua moglie), Porziella (loro figlia), un pescatore (pretendente di Porziella), Don Zenobio (studente in legge, amante di Porziella). I ruoli sono coperti esclusivamente da uomini. L’esile trama della commedia espone il conflitto fra Pulcinella e Zeza, il cui oggetto del contendere è rappresentato da Porziella, loro figlia, assecondata dalla madre nel suo amoreggiare col pescatore e poi con lo studente Don Zenobio, ma ostacolata dal padre contrario alle nozze. Ovviamente la vicenda si conclude felicemente e sfocia in una animatissima quadriglia danzata da un coro in maschera di venticinque persone (ovvero di quattro gruppi di interpreti della commedia carnevalesca). L’esecuzione vocale è sostenuta da una banda musicale composta da clarinetto, tromba, sax tenore, trombone, bombardino, grancassa, tamburo e piatti, diretti dal cosiddetto "Gran turco", una maschera orientale, munito di scimitarra con la quale egli dirige la manifestazione. I componenti dell’organico strumentale suonano a memoria seguendo le indicazioni del "Gran turco", che segnala le progressive articolazioni del testo nonché i mutamenti melodici. Infatti, le frasi musicali del canto sono tre: una prima frase di stile semicolto, che presenta qualche tratto modale affine alle villanelle cinquecentesche; una seconda melodia, estesa nell’àmbito di undici suoni, che sembra derivare dal repertorio melodrammatico del primo Ottocento; una terza frase che mostra discendenze dalle danze da salotto ottocentesche. Lo stile vocale è connotato da un violento modo di attaccare il canto con un salto discendente di ottava. Altra marcatura è costituita da un’esasperata tendenza a spingere l’emissione vocale oltre la tessitura centrale in cui sovente è articolata la melodia, con frequenti riprese gridate, al limite della sgranatura del suono. La tonalità d’impianto è il Fa maggiore.

    Data: 1974

  • Durata: 02:10
  • Luogo: Bellizzi
  • Provincia: Salerno
  • Regione: Campania
  • Esecutore: Anonimi: voce, banda (clarinetto, tromba, sax tenore, trombone, bombardino, grancassa, tamburo e piatti)
  • Autore: Roberto De Simone