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06 Panorami etnologici e folkloristici

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  • Descrizione:

    Ernesto De Martino, incaricato dalla direzione del Terzo Programma di dirigere un ciclo di trasmissioni su “argomenti etnografici e folkloristici”, firma la presentazione dei ventisei Panorami etnologici andati in onda a partire dal 5 aprile 1954. Lo scopo che l’antropologo napoletano dichiara di voler perseguire è quello di eludere derive pittoresche o romantiche “per una più larga e serena comprensione del primitivo e del popolare”, “il cui gusto pur avendo influenzato in modo immediato certe correnti artistiche e letterarie, e persino certi aspetti del costume e dell’ideologia del mondo moderno, non andrebbe incoraggiato, almeno nella misura in cui esso alimenta una sorta di evasione dall’ordine e dalla razionalità della civiltà”. Due sono i criteri individuati per selezionare il vasto repertorio acquisito: il riconoscimento della centralità delle espressioni musicali, ma con ampio commento “ideologico e più propriamente etnografico e culturale”, e l’attenzione rivolta al folklore nazionale. Ne risultano tre cicli di trasmissioni: un primo gruppo concerne le manifestazioni culturali relative ai più importanti momenti critici dell’esistenza (la nascita, l’infanzia, l’amore, le nozze, la fatica, la guerra e la morte); il secondo tocca invece “espressioni notevoli della letteratura e della poesia popolare”: alcuni testi radiofonici trattano dei “principali generi e dei prodotti più caratteristici della nostra letteratura nazionale (stornello e strabotto, mutto sardo e villotta friulana, canti epico-lirici, canti iterativi, testamenti, bruscelli e infine la poesia religiosa)”; il terzo gruppo, infine, è dedicato al folklore straniero e ai fenomeni di sincretismo culturale (con attenzione all’aspetto musicale). Particolarmente densi i panorami etnografici rivolti alle regioni più “ricche di tradizioni popolari ancora in vita e ben conservate”, tra queste la Lucania. I contenuti mandati in onda sono elaborazioni sulla base di materiale documentario raccolto direttamente sul posto con i mezzi tecnici della Rai e con l’aiuto del “Centro per lo studio di Musica Popolare presso l’Accademia di S. Cecilia” e del “Centro etnologico italiano”. Il gruppo di studio e di raccolta si è trattenuto in Lucania nel corso del mese di ottobre del 1952 e “ha battuto sistematicamente molti piccoli centri del materano e del potentino, raccogliendo un prezioso materiale di incisioni discografiche e di documenti relativi al ciclo della vita umana”. In generale il materiale musicale utilizzato è di prima mano, “raccolto sul posto ed eseguito da effettivi cantori popolari, senza quindi gli arbitri e le deformazioni che sono inevitabili nelle esecuzioni in studio”. I testi delle trasmissioni sono curati, per l’aspetto più propriamente folkloristico e delle tradizioni popolari da Paolo Toschi, Giuseppe Cocchiara e Mario Cirese; il commentario musicale è affidato a Diego Carpitella e Roberto Leydi, la regia e il montaggio a Giandomenico Giagni. Le foto che corredano l’articolo sono di Franco Pinna.

    Data: aprile 1954

  • Luogo: Roma
  • Provincia: Roma
  • Regione: Lazio
  • Autore: Ernesto De Martino