Vincenzo Bassano, Nicola Martelli, Montescaglioso 11
I riti della Settimana Santa costituiscono uno dei momenti più alti dell'espressione religiosa di Montescaglioso, con consuetudini e tradizioni tramandate nei secoli e giunte ai nostri giorni quasi immutate. Con i quaranta rintocchi di campana, che segnano la fine del carnevale a mezzanotte del Martedì Grasso, inizia il periodo della Quaresima. Secondo un’antica tradizione, si espongono sulla strada sette pupazze nere ed una bianca, realizzate con stoffe e abiti in disuso. Le pupe in nero rappresentano le sette settimane della Quaresima e sono di diversa statura; la maggiore (prima settimana) e la minore (ultima settimana) fino ad arrivare all’unica pupa bianca che rappresenta la Pasqua. Ciascuna pupazza ha un nome: Anna, Susanna, Rebecca, Rebanna, Pasqua, Pasquaredda, Palma e Pasquairanna.
Il Giovedì Santo, in particolare, i riti prevedono l'ufficiatura della messa con la distribuzione del pane a simboleggiare l’Ultima cena. In serata cominciano le processioni per visitare tutte le chiese ove, in sontuosi apparati baroccheggianti, sull’altare è stato allestito il Sepolcro. L’ostia è esposta racchiusa in una teca d’oro circondata da drappi e germogliature ottenute dalle donne con grano e legumi lasciati germinare in poca acqua ma senza luce. Nella stessa serata o il Venerdì santo, nelle chiese delle confraternite, si celebrava L’chrialist’: il canto di salmi in presenza di tredici candele infisse in un triangolo. Ai lati gli apostoli, al vertice il Cristo. Ad ogni passaggio del rito si spegneva una candela, finchè spenta l’ultima, nella chiesa calava il buio ed i presenti sbattevano inginocchiatoi e quant’altro ad imitazione del terremoto che accompagnava la morte del Cristo sul Golgota.
La raccolta - insieme alle altre dedicate alla Settimana Santa di Montescaglioso - documenta i rituali legati al Giovedì Santo. I canti in latino e in italiano, la messa solenne che precede la funzione della Cena del Signore e della lavanda dei piedi. Nei documenti la registrazione in forma di reportage (a microfono sempre acceso) delle funzioni liturgiche, con gli interventi dei sacerdoti officianti, e i canti polivocali di tradizione durante i Sepolcri.
(484-85, 108904)
- 01 Funzione del Giovedì Santo
- 02 Funzione del Giovedì Santo. La predica
- 03 Dov'è carità e amore. Canto corale
- 04 Signore sei tu il mio Pastor. Canto corale
- 05 Funzione del Giovedì Santo. I Sepolcri
- 06 T'adoriam ostia divina. Canto corale
- 07 Giovedì Santo. Canto corale
- 08 Giovedì Santo. Tantum ergo
- 09 Gesù mio con dure funi. Canto corale
- 10 Canto corale durante il rito dei Sepolcri
- 11 Ambiente sonoro nel rito dei Sepolcri
- 12 O fieri flagelli. Canto corale
- 13 Giovedì Santo. Canto corale
- 14 O fieri flagelli. Canto corale
- 15 Giovedì Santo. Canti corali e ambiente sonoro
- 16 Gesù mio con dure funi. Canto corale
- 17 Giovedì Santo. Litanie e sonoro ambientale

