Fondo Pàpas Antonio Bellusci
Papàs Antonio Bellusci (Frascineto 1934 - Frascineto 2024) è stato parroco, ricercatore e studioso.
Formatosi nel seminario di San Basile e a Grottaferrata e alla Pontificia Università Gregoriana, ordinato sacerdone di rito bizantino nel 1961, dopo una breve attività pastorale a Parigi, ha iniziato la sua attività pastorale. innanzitutto nei paesi arbëresh Santa Sofia d'Epiro, San Costantino Albanese, Falconara Albanese; poi per oltre 20 anni a Cosenza, e infine nella sua Frascineto. All'attività pastorale ha affiancato un'imponente attività di ricerca in campo etnografico sulle comunità arbëreshe e in generale sulle comunità diasporiche albanesi, con particolare attenzione alla componente religiosa; ha promosso la realizzazione di riviste (Vatra Jonë, Lidhja), centri culturali, e fondato la Biblioteca Arbëreshe Bizantina Antonio Bellusci di Frascineto, che raccoglie la sua vasta eredità e ne conserva i materiali.
Le sue ricerche sono confluite in numerose pubblicazioni che gli sono valse importanti riconiscimenti, dalla laura honoris causa dell'Academia delle Scienze di Albania alla cittadinanza del Kosovo e dell'Albania. Tra i numerosi libri di Bellusci in questa sede si segnala in particolare il volume Cultura tradizionale a San Costantino Albanese. Ricerche sul campo 1965-1973, Roma, Squilibri, 2021, che si presenta in stretta relazione con i materiali sonori qui presentati.
I materiali dell'Archivio qui presenti comprendono principalmente infatti registrazioni sul campo effettuate su nastro magnetico a S. Costantino Albanese (PZ) negli anni della sua permanenza come parroco dal 1965 al 1973, promovuendo nel contempo iniziative culturali, scientifiche e divulgative. Occasionalmente vi sono anche materiali di San Paolo Albanese e Santa Sofia d'Epiro.
I nastri sono stati digitalizzati su esplicita volontà di papàs Bellusci presso il LEAV, con la finalità di renderli accessibili agli studiosi. Non sempre Bellusci ha tenuto traccia degli esecutori e delle date di registrazione. In parte illegibili, i nastri contengono soprattutto materiali cantati, in parte di argomenti religiosi, spesso in più versioni, che confluiranno nella principale ricerca di quegli anni: Canti sacri, del 1971, riedita nel 1990 col titolo Canti sacri tradizionali albanesi raccolti a San Costantino Albanese, Santa Sofia d’Epiro e in alcune comunità albanesi di Grecia e trascritti in musica.
