A. Di Vincenzo
I documenti sonori raccolti in registrazioni su bobina da Anna Di Vincenzo per l'esame di Storia delle tradizioni popolari (anno 1968-1970?) - presumibilmente nell’area teramana (almeno stando alla pronuncia dialettale degli informatori). Risultano di grande interesse etnomusicologico per le modalità esecutive degli stornelli cantati a tempo di saltarello su melodie che esulano dall’impianto tonale maggiore (di derivazione moderna) e rimandano alle scale modali lidia (tracce 01, 04, 05), dorica (tracce 03, 06) ed eolia (seconda parte traccia 11 e traccia 12). Tali sonorità abbinate al ritmo del saltarello, oggi eseguito esclusivamente in tonalità maggiore, sono testimoniate nelle indagini più recenti (1980-2012) solo in alcuni canti sul lavoro (arie della mietitura e della raccolta delle olive), in alcuni canti religiosi e non negli stornelli eseguiti a tempo di saltarello. Questi stornelli a tempo di saltarello su melodie modali possono essere considerati come momento di raccordo e di passaggio dalle forme di saltarello medioevale al moderno saltarello di tipo tonale introdotto con l'arrivo dell'organetto diatonico a due bassi.
- 01 Stornelli
- 02 Canto dei dodici mesi
- 03 Stornelli
- 04 La mamma di l’amò’ è ‘na bona donne
- 05 Chi ti l’ha dette amor ca non ti vojë
- 06 E se coci lu sole fatti nu ‘brellë
- 07 Giovanotti di pajesë
- 08 Se giri pe’ Villa Teramo
- 09 La mamma chi li tè’ ‘na fija sole
- 10 Tu ‘ndi mette chi me ca ‘ngi la vinge
- 11 Stornelli
- 12 Quandi nascisti tu nascjò li rose

