Home News Inaugurazione il 30 marzo 2009 con oltre 60 esecutori tradizionali

Inaugurazione il 30 marzo 2009 con oltre 60 esecutori tradizionali
Venerdì 13 Marzo 2009 08:40

puglia-centrale-03Bari, 30 marzo ore 18, Cittadella della Cultura
(Biblioteca Nazionale, Archivio di Stato), via Oreste Pietro 45
Inaugurazione Archivio Sonoro della Puglia

Dalle ricerche di Alan Lomax e Diego Carpitella alla documentazione di questue pasquali tuttora in uso alle porte di Bari, finalmente fruibile per studiosi ed appassionati un'impressionante quantità di documenti sonori di straordinario valore culturale.



Intervengono: Silvia Godelli (assessore alla cultura Regione Puglia), Domenico Ferraro (presidente Altrosud), Vincenzo Santoro (coordinatore progetto), Maurizio Agamennone (consulente scientifico), Giovanni Rinaldi (direttore Casa Di Vittorio Cerignola) e Nicola Scaldaferri (responsabile LEAV-Università di Milano).

A seguire "Chi suona e canta non muore mai", rassegna di musiche tradizionali a cura di Gianni Amati e Annamaria Bagorda. 

I Passiuna tu Christù (Antimo Pellegrino, Zollino)
Il lungo canto pasquale delle comunità grecaniche del Salento, eseguito da due cantori che si alternano, accompagnati da una fisarmonica e un portatore di palma. Decaduta l'originaria funzione di canto di questua, la Passione è oggi eseguita la mattina della domenica delle Palme e la mattina del Sabato Santo.

Il Venerdì Santo dell'Alta Murgia  (Grumo Appula)
Eseguito a più voci maschili tutti i venerdì di Quaresima, fino al momento della processione dell'Addolorata, il canto del Venerdì Santo, con la sua straordinaria forza espressiva, segna ancora oggi il paesaggio sonoro nel periodo pasquale di numerose comunità dell'Alta Murgia.

I fornai, tarantelle e canti di questua dell'Alta Murgia  (Toritto)
La notte dell'antivigilia di Natale, con una lenta e cadenzata tarantella cantata, accompagnata in passato dalla chitarra battente, oggi dalla fisarmonica e dalla chitarra francese, si apre la questua di natale, annunciata dal "grido" che una volta i garzoni dei fornai pubblici lanciavano all'arrivo della squadra di suonatori, in un'atmosfera di festa che si protrae fino all'alba.

Lu Lazzarenu, matinate e canti di questua del Salento jonico (Famiglia De Prezzo, Sannicola)
Un lacerante canto di questua è eseguito, la notte del sabato che precede la domenica delle Palme, da un gruppo di cantori che, accompagnandosi con l'organetto o con la fisarmonica, ripetono il giro delle famiglie visitate la notte del Sabato Santo per ringraziarle cantando matinate. I Fratelli De Prezzo sono tra i più stimati interpreti di questi canti che, appresi nell'ambito familiare, eseguono con un'impeccabile vocalità antica, malgrado la loro giovane età.

Canti all'organetto e sul traino dalla Valle d'Itria (Famiglia Zizzi, Cisternino)
A Bari tre generazioni della famiglia Zizzi i talegrë che, da sempre trainieri, allevatori e commercianti di cavalli, suonatori e cantatori, rappresentano un raro caso di continuità familiare, mai interrotta.  Eccellenti esecutori degli stili di canto e di ballo sull'organetto e di canti legati al loro lavoro, tuttora funzionali alla vita sociale delle comunità rurali nei momenti di convivialità.

Il Sabato Santo della Valle d'Itria (Coniugi Albanese, Cisternino)
Dal pomeriggio del Sabato Santo alla mattina di Pasqua, coppie di suonatori  visitano le masserie e le case di campagna cantando sull'organetto un lungo canto di Passione e di questua, ricevendo dalle famiglie visitate uova, dolci pasquali, salumi e vino.  I coniugi Albanese sono due tra i migliori esponenti di questa tradizione ancora radicata sul territorio.

Serenate e pizziche pizziche della Bassa Murgia (Ostuni)
Dalla festa di Sant'Antonio Abate fino al Carnevale, tutti i giovedì gruppi di amici, accompagnandosi con l'organetto e il tamburello, portano serenate alle famiglie che offrono ai suonatori da bere e da mangiare in visite che si protraggono fino a notte inoltrata, quando gli uomini ballano pizziche pizziche con forti allusioni di carattere sessuale.

Zampogne e fischietto del Sub Appennino Dauno (Francesco Capobianco, Panni)
Francesco Capobianco è uno degli ultimi costruttori e suonatori di un tipo particolare di zampogna di canna che, sopravvissuta a Panni, nel Subappennino Dauno, e l'unica ancora in uso in Puglia, è caratterizzata da un chanter  con tre fori e un lungo bordone con una grande zucca essiccata all' estremità, tenuto dal suonatore in posizione verticale.

Canti sulla cupa cupa e tarantelle del carnevale dall'Alta Murgia  (Altamura)
Nell'Alta Murgia, nel periodo di Carnevale veniva eseguita da gruppi mascherati una questua con il tamburo a frizione, la cupa cupë, che con il suo suono grave accompagna canti a strofette e narrativi: assieme al tamburello ancora oggi ad Altamura strumento elettivo delle donne,  accompagna lunghe tarantelle cantate, caratterizzate da un sostegno ritmico estremamente intenso.

Canti arbëresh dell'Alto Salento Jonico (V. Felice e P. Talò, San Marzano di San Giuseppe)
Il repertorio, profondamente legato al mondo femminile e composto da canti sul lavoro, canti religiosi e ninne nanne, eseguiti a una o più voci, di una comunità albanofona che conserva tuttora un forte legame con le proprie radici culturali.

Serenate e tarantelle dal Gargano (Salvatore Russo e Pio Gravina, San Giovanni Rotondo)
Salvatore Russo, pastore ultraottantenne, dotato di una vocalità antica ed estremamente vigorosa, è uno degli ultimi depositari degli stili di canto sulla chitarra battente, suonata dal più giovane Pio Gravina, che ha recuperato una tradizione di famiglia riappropriandosi della propria cultura musicale.

Canti di lavoro del Basso Salento (Ugento)
Straordinarie interpreti di canti polivocali che, eseguiti durante i lavori agricoli,  fino a un passato non tanto remoto dominavano il paesaggio sonoro delle campagne e delle comunità rurali.

 

 

 

 

Ingresso gratuito