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07 Cecilia




Questa canzone è conosciuta e diffusa in tutta Italia tranne che in Sardegna. E' una delle canzoni più contaminate e adattate dalla fantasia popolare. La sorte di Cecilia dopo la morte del marito cambia quasi in tutte le versioni conosciute. Di essa ne parla già Cesare Cantù ma la canzone era stata segnalata ancor prima a Palermo nei primi anni dell'Ottocento. Alessandro D’Ancona ritiene che la canzone abbia tratto origine da un fatto storico avvenuto in Piemonte nella prima metà del Cinquecento. Costantino Nigra la segna con il numero 3 della sua raccolta di Canti popolari del Piemonte. All’episodio di una donna che, per salvare la vita al suo innamorato (marito, amante a seconda delle redazione) che è in galera e rischia di morire, si concede inutilmente al carnefice si sono ispirate molte opere di diversi generi non ultima Tosca, opera lirica di Giacosa e Puccini. Cecilia è una donna straordinaria certo, ma non aveva ancora l’uso della parola. La sua coscienza non aveva ancora trovato il giusto mezzo d’espressione per venire a galla ed affermare la propria presenza al mondo. Quelle della tradizione popolare sono spesso donne mute ed umili, pronte al sacrificio. Vivevano per l'uomo che il destino aveva dato loro, volenti o nolenti, unico e per tutta la vita.
Durata: 06:16
Data: 23 febbraio 1978
Luogo: Melendugno
Esecutori: Niceta Petrachi detta "La simpatichina": voce
Autore: Brizio Montinaro
  
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